Lettera aperta di Francesco Giusti e Maurizio Montigiani sul caso Mps

Monte dei Paschi di Siena

Questa la lettera aperta del Segretario di Siena e candidato alle Politiche Francesco Giusti e del Candidato a Sindaco di Siena Maurizio Montigiani, anch’esso candidato alle elezioni politiche.

«Ceccuzzi non ci prenda in giro e lo stesso non lo faccia il Presidente Profumo, che si comporta sulla falsariga degli esponenti del PD locale e nazionale sulla situazione della Banca MPS. In particolare, quest’ultimo, alla guida di un’azienda privata che dichiara di aver superato il proprio rapporto con la politica, non può di fatto fare campagna elettorale per l’ex Sindaco della Città, affermando tra l’altro cose non vere.

Capiamo benissimo che Profumo ha votato, in passato, alle Primarie del PD, ma tutto ciò non ha assolutamente senso, oltretutto se si va ad affermare cose non vere.

In particolare, è doveroso ricordare al Presidente Profumo che Ceccuzzi, che lui vorrebbe far passare quale “alfiere” della discontinuità, non ha assolutamente perso la poltrona di Primo cittadino per “aver spinto la Fondazione a cambiare totalmente il CDA della Banca”, quanto, piuttosto, ha perso la maggioranza in Comune a Siena per aver cercato di voler far approvare a tutti i costi un bilancio consuntivo privo di copertura economica.

Ancora una volta il Partito Democratico si dimostra il “Partito dei banchieri”, piuttosto che il “Partito della gente”.

È perlomeno doveroso che la componente ex diessina del PD ammetta di aver scelto i dirigenti della Banca, a partire dal proprio iscritto Giuseppe Mussari, e le Deputazioni della Fondazione, appoggiando tutte le loro scelte strategiche in cambio di un concreto sostegno politico. Tutto il resto è semplicemente una riproposizione del solito, stantio motivetto di quella lobby senese che vorrebbe riproporsi con il solito schema, cambiando però gli attori.

Ma non solo. È importantissima la notizia apparsa mercoledì 30 su “Il Corriere della Sera”, che smentisce di fatto questa ridicola tesi della discontinuità ceccuzziana. Nell’autunno 2011, infatti, Bankitalia ha inviato una seconda ispezione a Siena ed il Direttorio della stessa Bankitalia ha poi convocato a Roma i vertici di Banca e Fondaziobe MPS per chiedere loro di farsi da parte. Il ricambio ai vertici, oltretutto operato in modo estremamente parziale, dunque, non è ascrivibile né a Ceccuzzi né al PD, ma è stata una mossa della Banca d’Italia. Il PD di Ceccuzzi nel 2011, così come fino a pochi mesi fa, era invece un grande sostenitore della gestione Mussari-Vigni.

Ma non solo. Venendo alla Fondazione, gli ex diessini ci dovrebbero spiegare perché nel 2011, all’indomani delle dimissioni del Direttore generale Parlangeli, proprio l’ala ceccuzziana ha voluto che a Palazzo Sansedoni andasse Claudio Pieri. Forse di questo qualcuno se ne dimentica o non ne vuole parlare.

In più, la notizia di stampa relativa alla contestazione dell’associazione a delinquere agli ex vertici dell’Istituto – lo ripetiamo, voluti dal Pd ceccuziano – non fa altro che confermare ciò che la Lega ha da sempre sostenuto, vale a dire l’utilizzo “poco trasparente” che veniva fatto delle Istituzioni senesi dalla “cupola” del Sistema Siena.

In tutta questa vicenda la nostra Città, i suoi abitanti, i dipendenti della Banca sono parte lesa e la Sinistra è il primo colpevole politico.

A tal proposito è gravissimo quanto è stato affermato dalla Deputata PD Rosy Bindi, candidata alle Primarie della coalizione IBC in Calabria (che guarda caso è la terra di Giuseppe Mussari…), che mai si era interessata pubblicamente delle vicende del Monte ma che a “Porta a Porta”, nella serata di mercoledì, ha detto che l’unico risvolto positivo di tutta questa vicenda è che si romperà il legame tra il terzo gruppo bancario e la Città di Siena. Dopo aver spolpato la nostra Città e prodotto un’immane distruzione di ricchezza, ecco che i generali di Bersani ammettono pure di essere felici per tutto ciò che sta avvenendo e per il furto che la nostra Città sta subendo. I Senesi e Siena non meritano tutto questo e invitiamo tutti i nostri concittadini a prendere coscienza del tradimento messo in atto dai loro (ex) referenti politici. Ora è il tempo della ribellione, il tempo di scendere in Piazza per urlare la propria rabbia e per far pagare politicamente al PD quello che hanno fatto a Siena: basta con le deleghe in bianco date nelle urne a chi ha rovinato Siena!

Infine, considerate le ultime vicende di cronaca che hanno travolto il loro Sistema Siena e che riguardano gli uomini di fiducia ed iscritti del PD posti alla guida della Banca e data la decisione della Fondazione di scendere sotto il 33,5%, abbattendo la quota maggioritaria nell’assetto proprietario della Banca, difesa da sempre dal PD e dai suoi massimi esponenti (e questo dovrebbe bastare per far dimettere Bezzini…), ci sembra quanto meno necessaria l’immediata convocazione di un Consiglio provinciale straordinario monotematico sull’argomento Banca e Fondazione. Consiglio che sia trasmesso in diretta televisiva sulle tre emittenti della nostra Provincia».

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